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26 Apr 2009

Lungo il sentiero dove fanno il nido i ragni

Liberation day
“Kim pensa alla colonna di tedesci e fascisti che forse stanno gia’ avanzando su per la vallata, verso l’alba che portera’ la morte a dilagare su di loro, dalle creste delle montagne. E’ la colonna dei gesti perduti: ora un soldato sve
gliandosi a uno scossone del camion pensa: ti amo, Kate. Tra sei, sette ore morira’, lo uccideremo; anche se non avesse pensato: ti amo, Kate, sarebbe stato lo stesso, tutto quello che lui fa e pensa e’ perduto, cancellato dalla storia.

Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo e’ storia; io penso: ti amo, Adriana, e questo e’ storia, ha grandi conseguenze, io agiro’ domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte: ti amo, Adriana. Forse non faro’ cose importanti, ma la storia e’ fatta di gesti anonimi, forse domani moriro’, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che faro’ prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.
Certo io potrei adesso invece di fantasticare come facevo da bambino, studiare metalmente i particolari dell’attacco, la disposizione delle armi e delle squadre. Ma mi piace troppo continuare a pensare a quegli uomini, a studiarli, a fare delle scoperte su di loro. Cosa faranno dopo, per esempio? Riconosceranno nell’Italia del dopoguerra qualcosa fatta da loro? Capiranno il sistema che si dovra’ usare allora per continuare la nostra lotta, la lunga lotta sempre diversa del riscatto umano? Lupo Rosso lo capira’, io dico: chissa’ come fara’ a metterlo in pratica lui cosi’ avventuroso e ingegnoso, senza piu’ possibilita’ di colpi di mano ed evasioni? Dovrebbero essere tuttu come Lupo Rosso. Ci sara’ invece chi continuera’ col suo furore anonimo, ritornato individualista, e percio’ sterile: cadra’ nella delinquenza, la grande macchina dai furori perduti, dimentichera’ che la storia gli ha camminato al fianco, un giorno, ha respirato attraverso i suoi denti serrati. Gli ex fascisti diranno: i partigiani! Ve lo dicevo io! Io l’ho capito subito! E non avranno capito niente, ne’ prima, ne’ dopo.
Kim un giorno sara’ sereno. Tutto e’ ormai chiaro in lui: il Dritto, Pin, i cognati calabresi. Sa come comportarsi con l’uno e con l’altro, senza paura ne’ pieta’. Alle volte camminando nella notte le nebbie degli animi gli si condensano intorno, come le nebbie dell’aria, ma lui e’ un uomo che analizza, a bi ci, dira’ ai commissari di distaccamento, e’ un bolscevico, un uomo che domina le situazioni. Ti amo Adriana. [...] Questo, nient’altro che questo, e’ la storia.”

26 April, 2009 at 12:13 by foolishsilvia

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9 Apr 2009

Ciao Milano!

La verita e’ che tutti odiano Milano. I milanesi come il resto d’Italia.

E’ che a Milano ci si finisce a lavorare e basta.

Io invece a Milano ho scelto di viverci.

Milano.

Davvero Milano e’ solo un meta concetto e spesso anche un’antropomorfizzazione del nostro umore una riflessione delle mie paturnie.

Milano pallidina rigida bacchettona.

Milano che mi sorprende con un tramonto.

fans

Milano che delle volte vorrei sparisse mentre vago cercando di perdermi tra i miei pensieri e diventasse improvvisamente una dieci altre citta’ diverse.

Milano che delle sere cozza con Charlie Parker e certi giorni si sposa con Miles Davis.

Milano e le attese alla fermata dell’autobus che mi congelano il naso.

Milano e l’afa primaverile con le sere che si popolano di zanzare.

Milano a cui tentiamo continuamente di sfuggire.

Ma la verità? La verità e’ che Milano ha soltanto bisogno di essere presa nel verso giusto.

Pare che la maggior parte di noi passi tre quarti del proprio tempo ad odiarla quando
poi arriva inaspettata una di quelle sere in cui l’aranciovioletto lascia spazio al blu del cielo in cui la luna non e’ circondata dal solito alone di smog e in cui si vedono davvero le stelle.

Le stelle a Milano? Si le stelle davvero.

Pare che ci siano innumerevoli modi di vivere Milano.
Pare che il modo in cui si scelga di viverla cambi totalmente la tua percezione della citta’.
Pare che certe sere si lasci scoprire lentamente passo dopo passo ti si presentano angoli che magari non avevi mai notato.
Pare che le luci gialle iodate della sera le diano un’aria un po’ scialba ma che l’aria umida e le nebbioline invernali abbiano un che’ di poetico.

Pare che altre sere le strade scorrano veloci.
Pare che solo saltando da un girone all’altro ci si renda conto delle differenze che segnano le circonvalle.
E si finisce ad accorgersi che invece Milano sia sempre piu’ spesso sempre la stessa che abbia smesso da tanto tempo di porsi delle domande e di mettersi in discussione.

Pare che anche Milano abbia bisogno di guardare avanti. Ma non sempre ci riesce.

9 April, 2009 at 16:03 by foolishsilvia

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